Articolo del 03/03/2011 – PROGETTO DEL PARCO EOLICO BOCCIATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Questa mattina il progetto sul Parco Eolico di Montecreto non è passato in Consiglio dei Ministri a Roma che ha definitivamente deciso di appoggiare il parere della Soprintendenza di Bologna.

Parere negativo quindi al progetto che era in discussione dall'ormai lontano 2007, e che aveva visto un forte parere contrario non solo della Soprintendenza stessa ma anche da ambientalisti che ritenevano e ritengono troppo impattante l'intervento prospettato.

Non nascondo un'immensa delusione in merito, e la ritengo per certi versi incomprensibile visto che si trattava di un progetto redatto parecchi anni fa e che l'attuale Amministrazione ha difeso a spada tratta facendo proprio l'intero pacchetto progettuale ed integrandolo là dove si pensava vi fossero delle lacune nelle linee adottate nel progetto originario.

Basti pensare come l'accordo stilato con il Comune di Sestola abbattesse di più del 50% l'impatto ambientale rispetto al progetto originario;

e non solo, anche a livello economico ciò rappresentava un notevole risparmio di denaro che rendeva ancora più appetibile l'intervento e che sgomberava dal campo ogni dubbio inerente le rendicontazioni a più riprese richieste da Emilio Salemme, rappresentante degli ambientalisti e che anche nei giorni scorsi aveva dovuto ridimensionare i numeri che si era sentito in dovere di dare sulla realizzazione del Parco.

Allora sgomberiamo il campo dalle numerose imprecisioni che si sono dette e scritte in tutti questi mesi: il progetto non interessava zone di vincolo o di tutela, non faceva parte di rotte migratorie dell'avifauna ed il quadro economico è stato uno dei primi aspetti sviscerati dal sottoscritto e dalla sua Amministrazione e che come detto prima era notevolmente migliorato alla luce delle novità apportate al progetto circa un mese fa;

inoltre progetti di questo tipo sono comparabili agli impianti di risalita che si trovano in abbondanza sulle pendici del Monte Cimone e che hanno una vita tecnica ben definita e sono tutti ubicati al di sopra dei fatidici 1200 metri di quota, ma che nessun ambientalista o Soprintendente si sogna di osteggiare.

La delusione aumenta ancor di più quando penso alle linee guida individuate dalla Regione che prevedono il rafforzamento delle politiche di sostegno degli impianti di risalita per mezzo della realizzazione di impianti di produzione di energia con fonti rinnovabili e che francamente non ho sentito o letto che né Salemme né la Sovrintendenza si siano degnati di prendere posizione.

Di certo chi si erge a difensore della “poesia della montagna” o degli ambienti incontaminati oggi ha fatto si che questa strenua difesa divenga una sorta di dramma per tutta la montagna che, vi assicuro, il sottoscritto tiene più di un ambientalista qualunque, dato che ho fatto una scelta di vita che mi ha portato da Modena a migrare e vivere in questi luoghi, contrariamente a Salemme e alla Dott. Grifoni Sovrintendente di Bologna.

Oggi quindi mentre tutti gli amministratori pubblici cercano di far quadrare i bilanci e di trovare soluzioni al fine di rendere sempre più appetibili i nostri territori anche in funzione delle risorse che possono offrire, trovano opposizioni anche accalorate, seppur legittime, che hanno per obbiettivo il solo fine di far regredire la già precaria situazione economica, occupazionale e di incremento delle popolazioni già scarsamente presenti nelle nostre zone e fanno si che parti importanti del nostro territorio possano definitivamente morire economicamente e spopolarsi esponenzialmente.

Ed è sulla base di questo ragionamento che gli Amministratori locali, qualunque sia la radice politica di appartenenza, vengano sistematicamente sviliti da ciò che dovrebbe essere il loro impegno basilare: la strenua posizione a difesa dei loro cittadini e degli interessi connessi.

Fatto questo che porta gli Amministratori al punto che possono essere considerati come coloro che non riescono nemmeno più ad interpretare i bisogni delle popolazioni a cui fanno quotidiano riferimento, a differenza di chi magari ha visitato questi luoghi solo sporadicamente e magari anche un po distrattamente.

Quindi oggi è stata presa una decisione che considero a tutto tondo politica, non solo dagli organi che legittimamente debbono e sono chiamati ad assumere tali decisioni quali il Consiglio dei Ministri, ma anche da chi dovrebbe elaborare tali decisioni sulla base di dati oggettivi, tutti ampliamente sviscerati in questi due anni di duro lavoro e che avevano messo d'accordo tutti gli enti coinvolti nel progetto;

naturalmente ad ogni decisione politica corrisponde una responsabilità sulle posizioni assunte, ed oggi Soprintendenza ed ambientalisti si sono sobbarcati del pesante fardello di una mancata occasione di sviluppo dell'Alto Appennino Modenese.


Il Sindaco di Montecreto

Cadegiani Maurizio

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creato:giovedì 3 marzo 2011
modificato:giovedì 3 marzo 2011