Articolo 9/12/2009-RIORDINO DELLE COMUNITA' MONTANE

L

a situazione economica attuale dominata da una crisi strutturale e profonda su l'intero tessuto sociale  del nostro Paese, colpisce sopratutto là dove l'economia era già difficile in tempi di sviluppo, quali gli anni appena trascorsi, e quindi di riflesso condanna ad un futuro difficile tutte quelle piccole comunità come quella che rappresento.

I

n definitiva i piccoli Comuni quali quello di Montecreto si reggono su economie di non grande scala  e  sono quindi  costrette a basarsi su turismo ed agricoltura, oggi attività già in grande crisi, che vengono da anni incentivate anche dalla Comunità Montana.

O

ggi la proposta di riordino degli enti locali ci pone un ulteriore elemento di difficoltà in tal senso, eventualmente obbligandoci  a riordinare dimensionalmente la Comunità Montana rinunciando quindi in un momento di crisi economica e di posti di impiego ad un Ente che contribuisce allo sviluppo dell'intera zona Montana a cui appartengo e che rappresenta anche una fonte di sostentamento locale, anche dal punto di vista della sostenibilità di tutela e sviluppo  ambientale dell'intero bacino montano che ovviamente necessita di risorse e coordinamento.

P

ur condividendo lo spirito di base del DDL che tende ad accentuare una nuova concezione di Amministrazione locale dove vi sia presente un maggior spirito “imprenditoriale”, ed accogliendo favorevolmente i passaggi sulla semplificazione degli adempimenti burocratici dei piccoli Comuni, mi lascia francamente perplesso la decisione di inserire dei limiti geografici su quali Enti hanno o meno il diritto di far parte delle attuali Comunità Montane.

A

  mio avviso tale limite non può infatti essere delineato solo da altitudini o caratteristiche prettamente geo morfologiche del territorio, ma tali dati debbono piuttosto  essere integrati dalla tipologia dell'economia condotta dagli enti appartenenti alle Comunità e dalla tipologia sociale delle popolazioni di loro appartenenza, nonché dagli elementi culturali che contraddistinguono tutte le autonomie locali disseminate sull'intero territorio nazionale e che ci contraddistinguono, rendendoci unici rispetto a tutti gli altri paesi Europei.

C

onsiderando quindi lodevole lo sforzo del legislatore volto ad eliminare le Comunità Montane che si sono istituite al solo fine di reperire risorse finanziarie pur non avendo nulla a che fare con i territori montani, e che quindi sottraggono denaro a quelle che legittimamente stanno operando sul territorio, rimango francamente perplesso sul mancato coinvolgimento degli Enti Regionali o Provinciali su questa vicenda che in tutta franchezza consentirebbe di by passare quelle esclusioni che già nel nostro territorio hanno destato notevoli perplessità.

Tutto questo avverrebbe anche nel più completo rispetto delle Autonomie Locali che si troverebbero a ragionare sull'esclusione o meno di Comuni che veramente non fanno parte di quelle comunità che per caratteristiche economiche, sociali e culturali realmente non sarebbero parte delle Comunità Montane già operanti sul territorio, anche tenendo conto delle peculiarità del territorio stesso che, come è evidente, sono sostanzialmente differenti tra Associazioni di Comuni Montani appartenenti  al massiccio Alpino piuttosto che a quelli appartenenti al massiccio Appenninico, che per altro si differenzia già di per sè a seconda della latitudine d'appartenenza, come ben rappresentato dalla situazione territoriale del mio Comune e dei territori limitrofi che nella loro totalità rappresentano il bacino del Monte Cimone..

Cadegiani Maurizio

 

Proprietà dell'articolo
creato:mercoledì 30 dicembre 2009
modificato:mercoledì 30 dicembre 2009